IL PUNTO SULLA FORMAZIONE MARITTIMA IN ITALIA

By 3 Maggio 2012 Novembre 24th, 2018 Archivio news 2012

Marineria italiana e profili di qualità il tema dell’incontro organizzato il 3 maggio scorso a Genova, da International Propeller Club, relatori l’amm. Felicio Angrisano, com.te Direzione marittima Liguria, la dott.ssa Daniela Fara direttrice dell’Accademia Italiana della Marina mercantile, il prof. Wladimiro Iozzi, dirigente scolastico Istituto Tecnico Trasporti e Logistica di Genova e Camogli.

L’incidente gravissimo della Costa Concordia ha richiamato l’attenzione mediatica sul mondo marittimo; “L’errore di un uomo -ha detto il com.te Angrisano- non può condizionare tutto un sistema.
In Italia la formazione dei marittimi è curata in ogni momento della vita professionale.”
“C’è voluto -ha detto la direttrice Daniela Fara- un episodio così tragico, come quello avvenuto al Giglio, per rendersi conto che oggi in Italia è stato investito molto in formazione professionale: primo esempio l’Accademia.
Ora il problema del nostro Paese non riguarda tanto i contenuti di questo percorso, codificati dalle norme internazionali, quanto la qualità dell’intervento: dobbiamo risolvere il ritardo che abbiamo accumulato nell’adeguarci alle normative richieste a livello internazionale. Fin dal 2007 un’ispezione dell’EMSA aveva rilevato una carenza di tracciabilità del percorso formativo marittimo nel sistema italiano, collegata alla mancanza di certificazione di competenze.
Grazie all’alleanza con l’ITTL genovese cerchiamo di creare un modello di filiera formativa valido.” “In Italia -ha sottolineato Wladimiro Iozzi- ci sono 48 Istituti Tecnici Trasporti e Logistica, ma solamente pochi fra questi offrono un’istruzione specificatamente nautica.
Secondo la STCW non può essere un istituto secondario a svolgere la formazione completa per diventare ufficiali.”