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Rivoluzione dei porti, la Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile in campo insieme alle AdSP della Liguria e ai sindacati

By 20 Giugno 2024News

Genova, 20 Giugno – Gru aumatizzate, torri di controllo, reti e infrastrutture digitali. Il lavoro delle banchine portuali si sta trasformando gradualmente, con nuove figure professionali altamente specializzate che dovranno entrare nei team operativi e negli uffici dei terminal portuali, e nel frattempo chi ha già acquisito una lunga esperienza sul campo rischia di essere tagliato fuori. La Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile, fondazione ITS con sede a Genova, impegnata sul fronte della formazione specializzata nel mondo della logistica e del mare, è stata il centro nevralgico del nuovo rapporto sul lavoro portuale, svolto in accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, e principali sigle sindacali. Il rapporto, presentato questa mattina negli spazi di Bi.Bi.Service di via XX Settembre, a Genova, è stata anche l’occasione di toccare i tanti temi legati allo sviluppo del lavoro marittimo e portuale, oggi più che mai legato alle dinamiche di efficientamento energetico, digitalizzazione e automazione di determinati servizi.

Il rapporto integra le risposte del questionario somministrato alle centinaia di lavoratori e lavoratrici degli scali controllati dalle due AdSP liguri (comprendenti anche il porto toscano di Marina di Carrara), che fotografano un momento storico di estremo interesse per gli enti preposti alla formazione e alla gestione delle figure professionali nell’ambito portuale. Paola Vidotto, Direttore Generale dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile: “Il lavoro svolto in collaborazione con le due AdSP, commissionato dalle stesse, è un primo passo a livello nazionale per comprendere in maniera approfondita e precisa il sentimento di chi è impegnato in questo settore professionale. Oltre a fornire le competenze necessarie a tutti i giovani che si iscrivono ai nostri corsi ITS – tra cui quello creato ad hoc, “ITS Ambito Portuale” – è necessario che il mondo della formazione sia di supporto anche a chi ha raggiunto un’età lontana dalla pensione, ma ormai matura, perché non sia soppiantato dagli strumenti tecnologici. È quindi di grande importanza che tutti siano coinvolti nel processo di transizione, perché solo lavorando tutti insieme è possibile arrivare a innovare il settore senza avere ricadute negative sul lavoro”.

Il rapporto completo: Fabbisogni_formativi_Portualita_Report

Marco Sanguineri, AdSP del Mar Ligure Occidentale: “Tra i punti fondamentali emersi da questo progetto trova posto la comunicazione tra generazioni. Coniugare giovani e più anziani, favorire una vicinanza tra persone e una trasmissione di conoscenze e sensazioni, permette un avvicinamento al rinnovamento tecnologico”.

Luca Becce, PSA Italy: “L’innovazione non deve essere un impoverimento delle persone ma il contrario, un miglioramento delle condizioni di lavoro. Qualunque innovazione tecnologica introdotta  può diminuire il personale, dobbiamo quindi avviarci verso un’operazione di conversione, non di diminuzione”.

Medyan, Allievo dell’Accademia: “Questo corso ci ha lasciato, soprattutto, conoscenze trasversali: nell’ambito della sensistica, dell’informatica, del diritto, dell’ambito marittimo. Siamo usciti dai confini settoriali e diventati figure professionali in grado di interfacciarsi con ambienti diversi”.

Rodolfo Magosso, Gruppo Messina: “La tecnologia non deve essere un nemico ma può diventarlo. Diffonde paura, che però può essere sconfitta con formazione e cultura diffusa. Bisogna calcolare che la formazione in questo ambito non avrà mai fine e che questo tipo di percorso di studi sono solo l’inizio di un lungo viaggio di crescita professionale”.

Ancora Paola Vidotto: “La formazione deve partire da bisogni reali, basta costruire percorsi dalle torri d’avorio. Questo corso è nato da qualche chiacchiera con amici e colleghi, che hanno fatto emergere quali potrebbero essere le esigenze del domani. Bisogna fermarsi e capire di cosa ha bisogno la città. La formazione deve servire, altrimenti è tempo perso. Il metro che possiamo utilizzare oggi per valutare il successo di un progetto è la soddisfazione dei partner: aziende, sindacati, enti e soprattutto allievi”.

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